132° anniversario della costituzione della Camera del lavoro di Roma l’8 maggio 1892.

Nel 132° anniversario della costituzione della Camera del lavoro di Roma pubblichiamo due documenti : il primo organigramma della Cdl e la cronaca de “Il Messaggero” dedicata alla cerimonia che si svolse l’8 maggio 1892 al Teatro Rossini.


Il primo organigramma della Camera del lavoro di Roma, 1891. Archivio di Stato di Roma.



LA COSTITUZIONE DELLA CAMERA DEL LAVORO
(Testo dell’articolo comparso sulla prima pagina del Messaggero del 9 maggio 1892)

Ieri mattina nel teatro Rossini si procedette all’atto costitutivo della Camera di lavoro in Roma.

In fondo al palcoscenico nel mezzo spiccava lo stemma del municipio adorno di bandiere, ai lati del palcoscenico stesso si scorgevano gli stemmi delle città che già hanno costituito la Camera di lavoro o che la stanno costituendo.

Nella platea prendevano posto i rappresentanti delle società aderenti.

I palchi e il loggione erano riservati ai soci muniti di relativo biglietto.

In un palchetto al 2° ordine di faccia avevano preso posto l’assessore De Angelis, e i consiglieri Silvestri, Baracconi, Palomba, Ceselli, Albini.

Le società aderenti intervennero con le rispettive bandiere.

Sul palcoscenico, al banco della presidenza, presero posto il consigliere Enrico Bianchi, rappresentante il sindaco, gli on. Guelpa e Barzilai, e i membri della commissione esecutiva della Camera di lavoro.

Presiedeva il consigliere comunale Antonio De Santis.

Alle 10 e 10 si aprì la seduta e dopo l’appello delle società aderenti che sono in numero di 38, il De  Santis disse delle belle parole annunziando essere giunto, dopo un lungo ed assiduo lavoro, il giorno della firma dell’atto costitutivo della Camera del lavoro in Roma.

Ringraziò gli intervenuti dando poi la parola all’onorevole Guelpa che il De Santis chiamò l’apostolo indefesso delle istituzioni delle Camere del lavoro.

L’on. Guelpa spiegò gli scopi che si prefigge la Camera del lavoro.

Disse anche che una delle cause della disoccupazione sono gl’impieghi e i più lucrosi tenuti mano di stranieri.

Di più la borghesia ha il danno di non avere educato nelle sue rivoluzioni le giovani generazioni. Essa ha chiuso sempre la porta in faccia alla nuova educazione.

Accennò che nella Camera di lavoro non si deve far distinzione di religione; mica – esclama l’on. Guelpa – dico di lasciar trascorrere in voi un pensiero qualsiasi sul ritorno al potere del papa, no! (voci: no! No!) ma si capisce che il campo deve essere puramente liberale.

L’on. Guelpa fu varie volte interrotto da applausi.

Il consigliere Bianchi salutò, in nome del sinda, la costituzione della Camera di lavoro facendo auguri per la prosperità e vita duratura, facendo sperare che il municipio aiuterà l’istituzione per quanto gli sarà possibile.

Nicolai Vincenzo, rappresentante della cooperativa falegnami-ebanisti, propose un ringraziamento all’on. Guelpa e alla commissione esecutiva nonché la riconferma della commissione stessa.

Messa ai voti questa proposta fu accolta da applausi e approvata, per alzata di mano, all’unanimità.

Così la commissione esecutiva della Camera di lavoro in Roma resta composta dei seguenti: Antonio Desantis, consigliere comunale – Giuseppe Veraldi, operaio ex-consigliere comunale – Beniamino Deola, tappezziere – Attilio Tognetti, tipografo – Augusto Casciani, legatore di libri – Angelo Liberati, parrucchiere – Francesco D’Antoni, falegname – Andrea Biagini, fonditore di caratteri – Luigi Fraschetti, intagliatore in marmo – Pietro Lastrucci, tipografo.

Il tipografo Desantis invitò poi a parlare l’on. Barzilai, il quale enumerò anch’egli i benefici delle Camere di lavoro.

Chiamò mistificazione la legge sulle cooperative.

Dopo aver parlato dell’operaio e delle classi sociali, terminò con queste parole:

  • Vi saluto in nome della rivendicazione operaia, vi saluto in nome della patria!

Si dette lettura indi, dal signor Nissolino, dell’atto costitutivo, dello Statuto e di una lettera del comitato della Camera di lavoro di Milano.

Si procedette poi alla firma dell’atto.

Firmarono:

Il presidente Antonio De Santis, consigliere municipale; Enrico Bianchi pel sindaco, i membri del comitato esecutivo, indi le società aderenti nell’ordine seguente:

Per la cooperativa scalpellini – E. Sernicoli e Bortolani.
Stuccatori – Tancredi e Posstacchini.
Intagliatori in marmo – R. Rosa e S. Antonini.
Fumisti – Baldini N., Angelini F.
Cooperativa arte muraria – P. Martini e Gabboni P.
Fabbri-ferrai – Como Alfredo e Carruso Arturo
Selciaroli – Ilari E., Sabatini O.
Tappezzieri – Zoppi G.
Sarti – Giovanni Barocci.
Cooperativa fornaci ari – A. De Santis
Cooperativa vetturini – Pozzonelli Cesare, Evangelisti Pietro.
Muratori – Angelo Dominici, Monti Giovanni.
Legatori di libri – Casciani Augusto.
Falegnami-ebanisti – Fortucci Michele e Nicolini Luigi.
Unione cooperativa editrice – Attilio Tognetti.
Tipografia cooperativa romana – Augusto Mugnai e Ruggeri Alessandro.
Miglioramento scalpellini – Mancini Antonio e Montanari Ludovico.
Fonditori di caratteri – Antonio Biagini e Pietro della Torre.
Compositori-tipografi – Leopoldo De Santis.
Elettorale operaia di Trastevere – Edoardo Ferraroli e Francesco Recchi.
Mutuo soccorso tipografi e affini – Giuseppe Parpagnoli e Giulio Belli.
Carrozzieri – Rinaldo Carfagni e Scipione Brandani.
Collegio dei parrucchieri (mancano le firme).
Mutuo soccorso falegnami – Giovanni Lelli e F. Dantoni.
Unione emancipatrice muratori – Mariano Croce e Maffaccini Vincenzo.
Generale operaia – Giovanni Garofalo e Giovanni Cobianchi.
Centrale operaia – Enrico Lombrici e Pirazzoli.
Mutuo soccorso legatori di libri – Angelo Pesaresi e Nicola Allegretti.
Lavoranti parrucchieri – Liberati Angelo.
Impressori tipografi – Carlo Marino.
Conciatori pellami – Luigi Pizzaroni.
Mutuo soccorso vetturini – Luigi De Renzi, Antonio Taroni.
Mutuo soccorso litografi – Giuseppe Temperilli, Cerruti R.
Cooperativa doratori – Odoardo Belardinelli, Mariano Zerboni.
Mutuo soccorso marmisti – Antonio Egidi.
Miglioramento legatori di libri – Cesare Romanelli, Albano Moretti.
Emancipazione operaia – Achille Jacobucci, Palmieri Agostino.

Seguono le firme dei consiglieri comunali presenti e degli on. Guelpa e Barzilai.

Si approvò quindi all’unanimità il seguente ordine del giorno presentato dai rappresentanti la cooperativa vetturini, Evangelisti Pietro e Cesare Pozzonelli:

“Le società operaie e cooperative riunitesi in Roma in solenne assemblea per la costituzione della Camera di lavoro in Roma, fanno plauso ai rappresentanti del Parlamento e del comune per il loro intervento e mandano un saluto a tutte le Camere di lavoro costituitesi in Italia.”

Un altro ordine del giorno fu approvato, col quale si ringrazia il notaio Bini per l’interessamento costante per addivenire alla costituzione dell’atto.

la prima pagina del messaggero con il resoconto della riunione costitutiva della Camera del lavoro di Roma tenutasi al Teatro Rossini l’8 maggio 1892.