5 – Dagli anni dello sviluppo repressivo all’autunno caldo 

Sono gli anni del  cosiddetto  “sviluppo repressivo”, caratterizzati dalla repressione antisindacale nei luoghi di lavoro, dal “supersfruttamento”, che provoca un’impressionante catena di infortuni e omicidi bianchi; gli anni delle lotte contro la ristrutturazione e la smobilitazione di diverse fabbriche, La Cgil tenta di dare un più ampio respiro alla propria iniziativa con il Piano del lavoro che punta a saldare le lotte per l’occupazione e la difesa dei salari a una strategia generale di riforme e di investimenti.

Nel corso degli anni Cinquanta la Camera del lavoro è in prima fila nella mobilitazione a difesa delle libertà democratiche e contro i pericoli di guerra.Nel 1952 la Cgil decide di impegnarsi direttamente sul piano elettorale per contrastare l’alleanza clerico-fascista  e fa eleggere in Campidoglio i suoi leader  Giuseppe Di Vittorio e Oreste Lizzadri.Nel 1953 alla Manifattura Tabacchi si sciopera per diversi giorni, non per un ottenere un aumento in busta paga ma per protestare contro l’approvazione della “legge truffa”.

Gli anni Sessanta portano alla ribalta una nuova generazione: “i ragazzi con la maglietta a strisce”, che nel luglio 1960, in nome dell’antifascismo, scendono in piazza contro il governo Tambronia Genova, a Reggio Emilia e a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana. E’ la generazione che vive le contraddizioni del “boom”: da un lato aumentano l’occupazione e le retribuzioni, dall’altro permangono condizioni di vita e di lavoro indegne di un paese civile, con le baracche nelle periferie e i ritmi di lavoro troppo intensi che continuano a provocare vittime.

A metà degli anni Sessanta l’economia comincia a mostrare segni di crisi  e i lavoratori romani si trovano a fronteggiare il tentativo padronale di ridurre l’occupazione. Cominciano a registrarsi allora le prime significative convergenze tra Cgil, Cisl e Uil, mentre la CdL trova un altro terreno sul quale impegnarsi: quello del diritto alla casa, rivendicato anche da un vasto movimento di occupazione di alloggi.

Nel 1968 lo slogan che campeggia all’ingresso dell’Università “la Sapienza” – Operai e studenti uniti nella lotta – viene tradotto in pratica : i lavoratori romani sono a fianco degli studenti contro la scuola di classe e per il diritto allo studio. I cortei di solidarietà con il Vietnam, le lotte dell’autunno caldo (anticipate  dall’epica lotta dell’Apollon, occupata per 11 mesi dai lavoratori), la grande manifestazione dei metalmeccanici a Roma, rappresentano i momenti di una prepotente spinta al rinnovamento contro cui viene messa in atto la strategia della tensione. (5 . Continua)

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