Aristide Ceccarelli

Va reso merito alle ragazze e ai ragazzi della classe V E del liceo di Ceccano, che sotto la guida del prof. Mario Saverio Morsillo* hanno dedicato un’interessante lavoro multimediale ad Aristide Ceccarelli. Figura di spicco del movimento anarchico laziale tra Ottocento e Novecento e per un breve periodo segretario della Camera del lavoro di Roma, Ceccarelli meritava di essere riscattato da troppi anni di oblio. Ricaviamo i dati essenziali della sua biografia dalla voce a lui dedicata nel Dizionario biografico degli anarchici italiani, a cura di Maurizio Antonioli, Giampietro Berti, Santi Fedele e Pasquale Iuso, Biblioteca “”Franco Serantini””, Pisa 2004.

Nato a Ceccano (FR) il 27 marzo 1872 ad appena 20 anni Ceccarelli è già uno dei più noti militanti anarchici di Roma, impegnato nell’attività dei circoli libertari. Nel luglio 1894 è arrestato con altri militanti del circolo “”9 Febbraio”” e denunciato all’autorità giudiziaria. Assolto per insufficienza di indizi, è arrestato nuovamente il 27 agosto 1894 e tradotto alle Isole Tremiti, dove rimane confinato fino al marzo 1896.

Attentato ad Umberto I

Rientrato a Roma, è al centro della rete organizzativa anarchica. Nonostante la sua semplice istruzione elementare, Ceccarelli diventa uno dei conferenzieri di punta del movimento scrivendo – con lo pseudonimo di “Refrattario” – anche alcuni articoli per i giornali. Secondo un rapporto della Prefettura di Roma il giovane anarchico ceccanese, che si guadagna da vivere come stagnino, è assiduo al lavoro, “di carattere risoluto e di intelligenza pronta”, corretto nei rapporti familiari e “in apparenza”” capace di utilizzare “; dovuti riguardi all’autorità”. Nel 1899 viene chiamato in causa, come suo complice nell’attentato a Umberto I, da Pietro Acciarito, che poi ritratta.

Convinto che gli anarchici debbano organizzarsi e intervenire nelle strutture del movimento sindacale per modificarne l’indirizzo riformista, Ceccarelli partecipa all’attività della Camera del lavoro di Roma.  Il 25 agosto 1901 viene eletto nella Commissione  esecutiva e il 7 settembre diventa Segretario della più importante istituzione del movimento operaio romano. Nel 1903, colpito da tubercolosi, trascorre un periodo di ricovero presso l’ospedale di Nettuno, al termine del quale riprende con ancor più vigore la sua attività.

Processo ad Acciarito Agli inizi del 1905 Ceccarelli emigra con tutta la famiglia in Argentina, dove su segnalazione dell’ambasciata italiana a Buenos Aires viene sottoposto a vigilanza. Nell’agosto 1907 fa ritorno a Roma e poco partecipa al Congresso anarchico internazionale di Amsterdam. In questa fase continua nella sua azione tendente a sottolineare l’influenza che il movimento anarchico può esercitare in campo sindacale. Il 3 novembre 1910 viene eletto nella Commissione esecutiva della Camera del lavoro di Roma e nel luglio 1911 nella Commissione esecutiva del Congresso anarchico che si sarebbe tenuto nel settembre successivo.

Con lo scoppio del primo conflitto mondiale Ceccarelli si concentra nelle attività rivolte ai temi della pace e dell’antimilitarismo. Dal 1919, con il  peggiorare della salute, si ritira progressivamente  da ogni attività mantenendo ancora – per un breve periodo – quella giornalistica. Muore di tubercolosi, a Roma, il 5 agosto 1919.
Qualche giorno dopo il quotidiano socialista Avanti! dà conto dei suoi funerali “Oggi il proletariato romano, accompagnando la salma dell’anarchico Aristide Ceccarelli, […] ha fatto una grandiosa manifestazione delle forze sovversive romane. Il Ceccarelli, che per oltre un ventennio ha lottato con fermezza per le sue idee, meritava queste grandi onoranze dei lavoratori. Sono intervenute tutte le leghe della Confederale, i gruppi anarchici ed i circoli socialisti. I vessilli sovversivi erano numerosissimi: circa 200. La folla immensa che ha sfilato lungo il percorso si calcola in alcune migliaia.”

Per contatti : 3337412893 mariosaverio.morsillo@istruzione.it”