Fondo Basevi

Nel 1985 L’Archivio Storico della Cgil di Roma e del Lazio “Manuela Mezzelani” ha acquisito le carte di Paolo Basevi costituendo un fondo a lui intestato, arricchito negli anni successivi da altri versamenti da parte degli eredi.

Oltre ai materiali di lavoro utilizzati da Basevi per i suoi studi pionieristici sul movimento operaio a Roma e sul sindacalismo rivoluzionario e alla corrispondenza privata, il fondo raccoglie le carte di due esponenti di rilievo del movimento socialista e sindacale romano nei due primi decenni del secolo, Romolo Sabbatini e Antonino Campanozzi, nonché manifesti, volantini, opuscoli, statuti e programmi di società operaie, numeri sparsi di periodici democratici, repubblicani, socialisti e anarchici di fine Ottocento e primi del Novecento.

Tra i documenti segnaliamo i manifestini diffusi in occasione della prima celebrazione del Primo maggio (1890), un biglietto autografo di Andrea Costa, le tessere di partecipazione ai vari congressi sindacali, ivi compreso quello costitutivo della Confederazione Generale del Lavoro (1906).

Consistenza archivistica: 6 buste; 52 fascicoli.

Paolo Basevi nacque a Mantova il 30 Settembre 1924. Nel 1938, in seguito alle leggi razziali dovette abbandonare le scuole governative e proseguire gli studi a Milano in una scuola privata. Dopo la Liberazione si trasferì a Roma e s’iscrisse alla Facoltà di Lettere, laureandosi nel 1949 con una tesi su “Le origini del sindacalismo rivoluzionario in Italia” discussa con A. M. Ghisalberti. Nel 1950 ottenne una borsa di studio all’Istituto italiano di Studi storici di Napoli, fondato da B. Croce e diretto da F. Chabod. Collaboratore della rivista Società, Basevi curò la scelta, la traduzione e prefazione di scritti di L. de Saint−Just. Fu inoltre traduttore di importanti opere come Lenin e la seconda internazionale di G. Haupt, La morte di Lenin di E. Carr, parte della “Storia socialista della rivoluzione francese” di J. Jaures e della “Storia del pensiero socialista” di G.D.H. Cole. Dopo aver collaborato alcuni anni con la Biblioteca G. Feltrinelli di Milano entrò all’Ansa, come giornalista nella redazione esteri. Esperto dei problemi dell’Est europeo, nel 1968 fu nominato corrispondente da Praga, che lasciò nel 1972 per andare a dirigere la redazione Ansa di Mosca. Nel 1975 tornò in Italia e dal 1977 fu caporedattore della redazione per l’estero. Nell’attività giornalistica Basevi non dismise i panni dello storico, applicando ai problemi quotidiani il metodo fondato sulla ricerca e sull’analisi dei documenti. Alla sua morte, avvenuta nel 1981, venne ricordato dai colleghi sull’Ordine dei giornalisti per “il suo equilibrio professionale raramente superabile nel nostro mestiere”.