La nostra storia

S’improvvisarono archivisti i giovani storici[i], a cui,  a metà degli anni Settanta, fu affidato il compito di “fare pulizia” e mettere ordine tra le vecchie carte, gettate alla rinfusa nei ripostigli della soffitta o, nel migliore dei casi, dimenticate negli scatoloni e negli armadi. Vanno pertanto assolti dagli inevitabili errori commessi nella costruzione di quello che sarebbe diventato l’Archivio storico della Camera del lavoro di Roma e poi della Cgil di Roma e del Lazio[ii].

A questi giovani storici bisogna invece riconoscere il merito di aver salvato dalla dispersione una quantità di documenti che, a stretto rigore, non rientravano tra quelli da prendere in considerazione: si trattava infatti di voluminose cartelle, dossier, plichi, che contenevano studi, ricerche, disegni di legge, atti di convegni,  promossi da istituzioni, associazioni imprenditoriali, partiti, istituti di ricerca, ecc. Questo tipo di materiale era transitato negli uffici della Cgil romana in quanto riguardava questioni d’interesse locale: come, per fare qualche esempio, gli atti del Convegno promosso nel 1961 da In-Arc sullo sviluppo di Roma o lo studio agro-economico della provincia di Roma realizzato nel 1973 dall’Iresm “Placido Martini”. E poi una quantità di piani di riordinamento del trasporto pubblico, progetti di risanamento delle borgate, ecc. Insomma una documentazione preziosa (in diversi casi unica) per la storia del territorio, che, con una scelta lungimirante, venne acquisita, riordinata e classificata in un’apposita sezione dell’Archivio secondo un titolario di 32 voci (da agricoltura a urbanistica).

Fin dalla fase di costruzione l’Archivio della Cgil di Roma e del Lazio si è dunque caratterizzato come un “archivio aperto”, disponibile ad accogliere documenti di varia provenienza, ritenuti importanti per la storia sociale e politica locale e nazionale. Così è stato per le carte versate all’Archivio dai familiari di due dirigenti della Cgil romana – Antonio Leoni e Manuela Mezzelani – che si segnalano come fonti preziose per la storia del Partito comunista romano (Fondo Leoni) e dell’esperienza politica dell’ Acpol-Mpl (Fondo Mezzelani).

Nel 1985 l’Archivio ha acquisito le carte dello storico Paolo Basevi, costituendo un fondo che negli anni è stato accresciuto da altri versamenti effettuati dagli eredi. Oltre ai materiali di lavoro utilizzati da Basevi per i suoi studi pionieristici sul movimento operaio della Capitale e sul sindacalismo rivoluzionario e alla corrispondenza privata, il fondo raccoglie le carte di due importanti figure del socialismo romano nei primi due decenni del Novecento, Romolo Sabbatini e Antonino Campanozzi, nonché manifesti, volantini, opuscoli, statuti e programmi di società operaie, numeri sparsi di periodici democratici, repubblicani, socialisti e anarchici tra fine Ottocento e primi del Novecento.

Nel 2006 lo scrittore e artista Remo Capone ha versato al nostro Archivio la sua ricca collezione di volantini, ciclostilati, opuscoli, manifesti, giornali relativi al movimento studentesco, ai vari gruppi della sinistra extraparlamentare, associazioni di studenti stranieri, comitati di lotta e di solidarietànel decennio 1967-1977.

La scelta di privati cittadini di affidarci le loro carte ha rappresentato la migliore conferma del grado di affidabilità raggiunto all’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio. A far conoscere e apprezzare l’Archivio hanno contribuito alcune iniziative –  convegni, mostre, rassegne, pubblicazioni, premi per tesi di laurea –  molte delle quali sono state realizzate in collaborazione con enti locali e istituti culturali, come le Università romane, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, l’Archivio di Stato, l’Istituto Luce.

In questi casi le porte dell’Archivio si sono aperte verso l’esterno, secondo un’impostazione che sarebbe divenuta una costante. Abbiamo abbattuto gli steccati quando ancora prevaleva una concezione “claustrale”, secondo cui il compito degli archivi era quello di custodire, nel silenzio e nella riservatezza, documenti che sarebbe spettato ad altri portare alla luce e rivelare al mondo. Al contrario l’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio ha voluto essere da subito non un semplice conservatore di beni culturali, ma un promotore di cultura nel campo che gli è proprio: la storia contemporanea.

Dopo la pubblicazione di atti e documenti[iii],  il salto di qualità avvenne nel 1982, nella ricorrenza del 90° anniversario della costituzione della Camera del lavoro di Roma. In quell’occasione furono promossi la mostra fotografica Momenti di vita e di lotta dei lavoratori romani 1870-1982[iv] e un Seminario sulla storia del movimento sindacale e sulle condizioni dei lavoratori a Roma e nel Lazio negli ultimi cento anni.[v]

Il successo registrato dalla mostra fotografica incoraggiò alcune Camere del lavoro del Lazio che chiesero all’Archivio di promuovere iniziative analoghe nel loro territorio. Nel giugno 1983 a Civitavecchia furono realizzate una mostra e la pubblicazione ll Porto e le lotte[vi],utilizzando molte immagini storiche fornite dai cittadini che avevano accolto l’invito della locale Camera del lavoro. Il tentativo di attingere agli album di famiglia privati fu ripetuto, con esiti meno eclatanti, nel  1990 a Orte e a Isola Liri, dove furono allestite due mostre storico–iconografiche  in occasione del centenario del Primo maggio.

Tra le altre mostre monografiche meritano di essere ricordate anche quelle realizzate nel 2006 per il centenario della Cgil: La citta’ invisibile[vii]e Roma, Capitale di lavoro[viii]. La prima si proponeva di documentare come l’insediamento di enti e aziende nei settori più innovativi abbia fatto sì che a Roma, accanto a una classe operaia tradizionale, legata in particolare all’attività edilizia, e a una forte concentrazione di pubblici dipendenti, si sviluppasse la presenza di categorie di lavoratori qualificati,.  Da nuclei ristretti i lavoratori con competenze scientifico-tecnologiche sono cresciuti fino a rappresentare una parte, certo minoritaria, ma comunque significativa del mondo del lavoro della Capitale.

Documenti originali e molte immagini inedite scandivano le tappe del percorso espositivo della mostra Capitale di lavoro, che descriveva la realtà produttiva, le condizioni di vita delle classi popolari e i movimenti politici e sociali a Roma dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri.

I principali destinatari di queste iniziative sono sempre stati i giovani – in particolare gli studenti delle scuole superiori e delle università romane  – e i militanti della Cgil. Purtroppo l’interesse di questi ultimi nei confronti della storia del movimento sindacale non è quello di una volta, quando ai corsi di formazione sindacale, le lezioni di storia erano seguite con partecipazione e passione, anche perché molto spesso le memorie familiari si saldavano alla “grande storia” del movimento operaio. Il senso di appartenenza alla Cgil si trasmetteva allora da una generazione all’altra. Ora non più e tocca a chi custodisce la memoria dell’organizzazione impegnarsi in un’opera di sensibilizzazione cercando le forme e gli strumenti più idonei. Occasioni propizie si rivelano le ricorrenze e forme particolarmente efficaci e coinvolgenti le testimonianze di chi ha partecipato agli eventi. 

Nel 2004, a sessant’anni dalla Liberazione di Roma e dalla ricostituzione della Camera del lavoro, era ancora possibile attingere alla memoria di coloro che avevano preso parte a quegli eventi, dopo aver patito sotto il fascismo e  l’occupazione tedesca. Fu così organizzata una riuscita serie di incontri dedicati al contributo di alcune categorie di lavoratori (tipografi, dipendenti comunali, gasisti, tabacchine, metalmeccanici, edili, ecc.) alla lotta antifascista.

Le testimonianze di un’altra generazione –  quella dei “ragazzi con la maglietta a strisce” che nel luglio 1960 scesero in piazza contro il governo Tambroni – sono state invece registrate e raccolte nel volume Un giorno e una vita.[ix]  Il ricordo di una giornata particolare a Porta San Paolo –   dove una  manifestazione antifascista  venne dispersa dalle violente cariche della polizia e dei carabinieri a cavallo –  ha offerto lo spunto per un viaggio nella memoria, per un racconto appassionato e intenso di vite vissute nel segno della militanza.

Un approccio diverso fu scelto nel 2009 per ripensare,  quarant’anni dopo, alla stagione dell’Autunno caldo, ponendo al centro della riflessione il rapporto tra mondo del lavoro e mondo della cultura e dello spettacolo. Il programma predisposto dal nostro Archivio, in collaborazione con la Regione Lazio, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, e il Sindacato nazionale lavoratori della comunicazione era imperniato sul  convegno Lavoro e cultura ieri e oggi e sulla rassegna Cinema e mondo del lavoro[x].

Come queste ultime anche altre iniziative hanno avuto come riferimento temi d’interesse nazionale. E’ il caso del Convegno di studiIl sindacato nella storia d’Italia[xi]promosso nel 2006 dall’Enciclopedia Treccani e dal nostro Archivio e incentrato sulle voci dei sindacalisti presenti nel Dizionario Biografico degli Italiani e della mostra Le carte del lavoro, di cui parleremo più in là, dopo aver accennato a un’altra esperienza positiva:  quella dei Premi per tesi di laurea. 

Banditi una prima volta nel 1987 e poi nel 2012, questi premi hanno contribuito a sensibilizzare docenti e studenti delle università sulla storia del movimento dei lavoratori. Il significativo numero delle tesi pervenute nel 2012 e discusse anche in Università di altre regioni, dimostra come a distanza di venticinque anni possa ancora ritenersi apprezzabile l’attenzione rivolta al mondo del lavoro, anche se si registra una maggiore varietà nella scelta degli argomenti: alle tesi tradizionali sulla storia del movimento operaio, si sono aggiunte tesi come quelle dei laureandi in architettura sulla storia e la riconversione di vecchi insediamenti industriali,  dei laureandi  in economia sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa, la flessibilità e il cosiddetto lavoro intermittente o dei laureandi in giurisprudenza sull’orientamento sessuale e le discriminazione sul lavoro.

Abbiamo lasciato per ultima la mostra Le carte del lavoro,[xii]non soltanto perché si tratta dell’iniziativa più recente, ma soprattutto perché rappresenta, sotto diversi aspetti, la migliore concretizzazione dell’idea di “archivio aperto”. In primo luogo perché ha spalancato le porte di tre archivi romani della Cgil proponendo, attraverso una selezione di documenti e immagini, una rappresentazione del mondo del lavoro in Italia dalla fine del diciannovesimo secolo agli anni Ottanta del Novecento. In secondo luogo per la sede espositiva: Porta Futuro, all’epoca ilpiù importante e innovativo centro di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro d’Italia, frequentato soprattutto da giovani. Molti di loro, per semplice curiosità o perché attratti dai vecchi fogli ingialliti, dai cimeli esposti nelle teche o dalle immagini d’epoca che scorrevano sugli schermi,  hanno visitato la mostra.Infine per il risalto mediatico e gli apprezzamenti, che hanno trasformato la mostra e il volume derivato[xiii] in straordinari veicoli promozionali per gli Archivi Cgil e per l’impegno della Confederazione nella conservazione, tutela e valorizzazione del proprio patrimonio storico-documentario. (G.S., 2015)


[i]Il compito venne affidato a Francesco Agostino e a Giuseppe Sircana, i più giovani tra gli autori dei due volumi Movimento operaio e organizzazione sindacale a Roma 1860-1960. Documenti per la storia della Camera del lavoro (Esi, Roma 1976). Quella pubblicazione rappresentò l’approdo di un lavoro di ricerca, condotto da un gruppo di neolaureati e assistenti universitari, coordinato da Adolfo Pepe e composto anche da Camillo Brezzi, Carlo Felice Casula, Carlo Crocella, Antonio Parisella e Luciano Russi. Agostino fu poi sostituito da Toto Lombardo.

[ii]Il tesseramento Cgil a Roma e provincia dal 1944 al 1979, a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Roma 1980; La Cgil a Roma. I congressi della Camera del lavoro 1945-1981. Relazioni, mozioni, organi dirigenti,a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Ediesse, Roma 1983

[iii]Il tesseramento Cgil a Roma e provincia dal 1944 al 1979, a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Roma 1980; La Cgil a Roma. I congressi della Camera del lavoro 1945-1981. Relazioni, mozioni, organi dirigenti,a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Ediesse, Roma 1983

[iv]Il tesseramento Cgil a Roma e provincia dal 1944 al 1979, a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Roma 1980; La Cgil a Roma. I congressi della Camera del lavoro 1945-1981. Relazioni, mozioni, organi dirigenti,a cura di G. Sircana e T. Lombardo, Ediesse, Roma 1983

[v]Il seminario si svolse ad Ariccia il 21 gennaio 1983 ed ebbe un inusitato rilievo sulla stampa quotidiana. Ne riferirono il Corriere della sera, l’Unità e Paese sera . Le relazioni furono svolte da A. Pepe, G. Sircana e Carlo Vallauri. Tra gli altri storici intervenuti ricordiamo Francesco M. Biscione, C. F. Casula, Fabio  Fabbri, Leonardo Musci, A. Parisella, Lidia Piccioni, Domenico Scacchi.

[vi]Il porto e le lotte, a cura di G. Sircana, Alfamedia,Roma 1985.

[vii]La città invisibile. Scienza, ricerca, innovazione e industria a Roma 1870-2006. La mostra,promossa dal nostro Archivio e dal Parco scientifico dell’Università di Tor Vergata e curata dalla Galileo servizi editoriali, venne allestita a gennaio tra i reperti di archeologia industriale dell’Istituto Galileo Galilei,  riproposta a maggio negli spazi del Polo tecnologico Tiburtino  e a giugno presso il Parco scientifico di Tor Vergata.

[viii]La mostra Capitale di lavoro, curata dal nostro Archivio in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e con l’Archivio storico dell’Istituto Luce, venne ospitata dal 14 novembre al 20 dicembre 2006 presso il complesso monumentale del S. Michele a Ripa.

[ix]G. Sircana, Un giorno e una vita. Roma 6 luglio 1960, Ediesse, Roma 2011.

[x]Cfr. A partire dall’Apollon. Testimonianze e riflessioni su cultura, cinema e mondo del lavoro, a cura di G. Sircana, Ediesse, Roma 2010. Il convegno  Lavoro e cultura ieri e oggi si tenne il 5 febbraio 2009 presso la Cgil nazionale con la partecipazione di Ennio Calabria, Vincenzo Cerami, Claudio Di Berardino, Carlo Ghezzi, Ugo Gregoretti, Rodolfo Matricciani, Agostino Megale, Emilio Miceli, Riccardo Milani e Giulia Rodano.  La rassegna Cinema e mondo del lavoro si svolse in diversi cinema di Roma e del Lazio. Le proiezioni erano precedute da un breve dibattito sui temi affrontati dai vari film in programma:  Apollon, I compagni, Il posto dell’anima,  Signorinaeffe, La classe operaia va in paradiso, Roma ore 11, Trevico-Torino,Tutta la vita davanti, Apnea, La rieducazione. Tra gli intervenuti ai dibattiti ricordiamo Giovanni Berlinguer, Ascanio Celestini, Roberto Dordit, Wilma Labate, Riccardo Milani, Diego Novelli, Ettore Scola.

[xi]Il Convegno di studi Il sindacato nella storia d’Italia. Le voci dei sindacalisti nel Dizionario Biografico degli Italiani, promosso dall’Istituto della Enciclopedia Italiana e dal nostro Archivio, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, la Fondazione Giulio Pastore, l’Istituto di studi sindacali Archivio storico Uil,  con il patrocinio del Senato della Repubblica  e della Camera dei Deputati, si svolse a Romail 9 novembre 2006 presso la sede dell’Enciclopedia.  All’introduzione del Direttore del Dizionario Biografico degli Italiani Mario Caravale seguirono  le relazioni di F. M. Biscione,  C. F. Casula, Piero Craveri, A. Pepe, G. Sircana, C. Vallauri, Sergio Zaninelli e le conclusioni del Segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.  Gli atti del convegno furono raccolti nel volume,Il sindacato nella storia d’Italia. Movimento dei lavoratori e biografia nazionale , a cura di G. Sircana, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2008.

[xii]Le carte del lavoro, curata dal nostro Archivio e dagli Archivi della Cgil nazionale e della Flai-Cgil “Donatella Turtura”, è stata allestita negli spazi di Porta Futuro dal 22 ottobre al 5 novembre 2012.

[xiii]Le carte del lavoro. Un secolo di lotte sociali, sindacato e politica, a cura di G. Sircana ,con la collaborazione di Ilaria Romeo, Ediesse, Roma 2014.