Il 2 giugno 1946, oltre a scegliere tra repubblica e monarchia, gli italiani eleggono i membri dell’Assemblea incaricata di redigere la nuova Costituzione. In virtù del decreto governativo del 1° febbraio 1945 ecome già avvenuto nelle elezioni amministrative di marzo sono ammesse al voto anche le donne.

A contendersi i voti per eleggere i 556 deputati sono ben 51 liste, ma soltanto 16 riescono a conquistare almeno un deputato. La maggior parte dei consensi va ai tre grandi partiti di massa: la Dc (35,2% e 207 seggi), il Psi (20,7% e 115 seggi), e il Pci (19% e 104 seggi). Assai deludente il risultato per il Partito d’Azione, protagonista della lotta al fascismo, che racimola appena l’1,1% e 7 seggi), mentre i repubblicani possono essere soddisfatti del loro 4,4% e 23 seggi.
I voti della destra sono ripartiti tra i liberali dell’Unione democratica nazionale ( 6,8% e 41 seggi) e i monarchici del Blocco nazionale delle libertà (2,5% e 16 seggi), mentre i nostalgici del fascismo trovano momentaneo riparo all’ombra del Fronte dell’Uomo Qualunque (5,3% e 30 seggi). L’Assemblea Costituente, di cui fanno parte 21 donne, si riunisce per la prima volta a Montecitorio. il 25 giugno, elegge proprio presidente Giuseppe Saragat e, tre giorni dopo, Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato

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