Materiali

Si segnalano, qui di seguito, articoli, relazioni, contributi vari che riguardano l’attività dell’Archivio e questioni di storia del movimento dei lavoratori:

Giuseppe Sircana. La storia delle Camere del Lavoro – 1997

Il testo offre un’analisi ricca e dettagliata della storia delle Camere del Lavoro, con particolare attenzione al caso di Roma. La narrazione inizia negli anni Settanta, quando la Segreteria della Camera del Lavoro di Roma e l’Ufficio della Formazione sindacale avvertirono l’importanza di approfondire la storia dell’organizzazione per scopi formativi. Da qui nacque un collettivo di ricerca composto da otto giovani studiosi, incaricati di produrre dispense sulla storia della Camera del Lavoro di Roma. Tuttavia, il progetto si ampliò, spingendo verso una ricostruzione più ampia e organica della storia del movimento operaio e sindacale romano fino agli anni Sessanta e approdò alla pubblicazione di due volumi.

La relazione affronta alcune questioni nodali come il ruolo delle Camere del Lavoro come fulcro della storia del movimento dei lavoratori, il rapporto con il territorio (città vs. campagna) e con il potere locale e la politica.

Da ultimo si sottolinea l’importanza di tutelare e valorizzare il patrimonio documentario dell’organizzazione sindacale e come la storia delle Camere del Lavoro non riguardi solo il sindacato stesso, ma possa diventare un punto d’incontro tra gli studi accademici e la memoria collettiva di una comunità locale.


Giuseppe Sircana – Il cammino dei diritti

Il testo offre un’approfondita analisi del processo di emancipazione delle masse lavoratrici e affermazione dei diritti fondamentali dall’Unità d’Italia all’avvento della Repubblica. Vengono esaminate alcune questioni cruciali, tra cui il lavoro minorile, quello delle donne, i conflitti tra capitale e lavoro, la rappresentanza sindacale, la contrattazione, l’orario di lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la previdenza sociale.

Si evidenzia come l’intervento regolatore dello Stato nei rapporti tra capitale e lavoro attraverso la legislazione sociale sia maturato in ritardo in Italia rispetto ad altri paesi europei, a causa dell’arretratezza del capitalismo italiano e della scarsa percezione delle classi dirigenti riguardo alla necessità di garantire i diritti dei lavoratori.

Viene sottolineata l’importanza delle prime leggi sul lavoro varate dallo Stato italiano, come la legge dell’11 febbraio 1886 sul lavoro dei fanciulli, sebbene le loro disposizioni fossero spesso violate, soprattutto in alcune realtà come le solfatare siciliane.

Si evidenzia anche l’importanza delle prime organizzazioni sindacali in Italia alla fine dell’Ottocento, che hanno rappresentato un primo passo verso la negoziazione collettiva delle condizioni di lavoro. Viene approfondita la questione dell’orario di lavoro, sottolineando come, fino agli anni Sessanta, l’Italia fosse caratterizzata da una lunga giornata lavorativa, con orari che superavano spesso le 12 ore al giorno.

Si descrive l’evolversi della legislazione sulla sicurezza sul lavoro e sull’assicurazione contro gli infortuni, con l’introduzione di leggi e misure a partire dalla fine del XIX secolo

Un capitolo importante riguarda il lavoro femminile e le prime norme di tutela introdotte con la legge Carcano del 1902, che rappresentò un primo passo nel riconoscimento dei diritti delle lavoratrici, sebbene con molte limitazioni e discriminazioni.

Il testo prosegue esaminando gli sviluppi della legislazione sociale durante il periodo fascista e il successivo dopoguerra, con l’introduzione di misure di previdenza sociale e l’affermazione del concetto di sicurezza sociale.

Viene infine analizzata l’importanza della Costituzione repubblicana del 1948 nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori, con particolare attenzione ai principi fondamentali in materia di lavoro e sindacato.

Il testo termina sottolineando l’importanza dello Statuto dei lavoratori del 1970 come una conquista significativa nella tutela dei diritti dei lavoratori e nella promozione della libertà sindacale.


Giuseppe Sircana. L’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio

Il testo esplora l’importanza della salvaguardia e della conservazione delle fonti storiche del sindacato, focalizzandosi sull’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio “Manuela Mezzelani”. Esso evidenzia le sfide e le difficoltà incontrate nel contesto sindacale riguardo alla valorizzazione degli archivi storici, come carenze strutturali, limiti culturali e scarse risorse. Propone l’idea di creare “Archivi del lavoro” ispirati ai modelli francese e inglese, che accolgano il materiale proveniente dalle strutture sindacali e aziende.

Il testo illustra l’evoluzione dell’Archivio nel contesto dei cambiamenti organizzativi del sindacato nella regione, nonché la diversità e l’importanza della documentazione conservata, che va dalla politica sindacale ai movimenti sociali. Fornisce una panoramica dettagliata delle sezioni dell’Archivio, con una particolare attenzione ai materiali raccolti e alle sfide affrontate nella conservazione e nella gestione di tali risorse.

Infine, descrive l’acquisizione di documenti significativi, come quelli appartenenti al giornalista e storico Paolo Basevi, arricchendo così il patrimonio storico dell’Archivio.


Giuseppe Sircana – Movimento operaio e organizzazione sindacale a Roma dalle origini al fascismo

Il testo ricostruisce sommariamente la storia del movimento operaio e dell’organizzazione sindacale a Roma dall’insediamento della Capitale agli anni del fascismo. Si evidenzia come a Roma l’urbanizzazione non sia accompagnata da un forte sviluppo industriale, ma piuttosto da un aumento delle attività legate all’apparato statale e alle grandi opere pubbliche. Si sottolinea il ruolo dei tipografi e degli edili come primi protagonisti delle lotte operaie nella città, con l’emergere di idee politiche e sindacali grazie all’influenza del mazzinianesimo e di Giuseppe Garibaldi.

Si fa cenno al sorgere delle società operaie, alle prime lotte sindacal, quindi alla fondazione della Camera del Lavoro nel 1892 evidenziando il suo ruolo nel mediazione tra lavoratori e autorità e le tensioni tra le varie correnti politiche del movimento operaio romano.

Viene quindi descritto il periodo della prima guerra mondiale (con la scissione della Camera del Lavoro nel 1916) e le sue conseguenze sulla vita dei lavoratori romani; quindi il burrascoso dopoguerra caratterizzato da intense lotte sociali e dalle divisioni politiche nella sinistra con la fondazione del Partito comunista.

Il testo si sofferma infine sull’ascesa del Fascismo e sull’atteggiamento ambiguo di una parte dell’organizzazione sindacale nel tentativo di sopravvivere sotto il nuovo regime autoritario.


Elio Providenti – Nino Campanozzi, amico socialista di Pirandello

l testo analizza il ruolo e l’influenza politica di Antonino Campanozzi, un socialista italiano del XX secolo, attraverso il contesto storico e politico dell’Italia durante gli anni tra la fine della prima guerra mondiale e l’ascesa del fascismo. Campanozzi, amico di Luigi Pirandello, fu coinvolto attivamente nelle vicende del Partito Socialista Italiano (PSI), tra scissioni, alleanze e contrasti interni. Il testo evidenzia come il PSI, una volta il partito politico più forte del paese, si sia gradualmente frammentato e indebolito, spianando la strada all’ascesa del fascismo di Benito Mussolini. Attraverso dettagliate analisi politiche, il testo offre una visione chiara della dinamica politica e sociale italiana del periodo, evidenziando le varie correnti ideologiche e le tensioni che hanno portato alla crisi del PSI e al consolidamento del regime fascista.


Fonti per la storia del movimento sindacale in Italia

La relazione presentata al convegno su “Fonti per la storia del movimento sindacale in Italia” del 16-17 marzo 1995 traccia un quadro dettagliato dell’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio “Manuela Mezzelani”. Il testo evidenzia l’importanza della salvaguardia e della conservazione delle fonti storiche del sindacato, sottolineando le difficoltà e gli ostacoli che spesso si incontrano in questo ambito, come carenze strutturali, limiti culturali e scarse risorse finanziarie.

Si sottolinea la necessità di costruire una rete di protezione per la documentazione sindacale e aziendale, considerando modelli come gli “Archivi del lavoro” francesi e inglesi. Si evidenzia inoltre il cambiamento nella struttura dell’Archivio a seguito dell’accorpamento della Camera del lavoro di Roma e della Cgil del Lazio, con una maggiore attenzione alla documentazione regionale.

La relazione fornisce una panoramica dell’Archivio storico della Cgil di Roma e del Lazio, evidenziando l’importanza della sua conservazione e il valore delle fonti storiche contenute al suo interno per gli studiosi e quanti sono interessati alla storia del movimento sindacale in Italia.


Fondo Manuela Mezzelani

Il Fondo Manuela Mezzelani, depositato dagli eredi della dirigente della Cgil romana, rappresenta una ricca raccolta di documenti relativi ai movimenti della sinistra italiana degli anni ’60 e ’70. Non ancora ordinato e inventariato, il fondo rivela una varietà di materiali, tra cui ciclostilati, bozze e periodici, che spaziano dai movimenti studenteschi alla sinistra extraparlamentare. Tra i documenti più significativi vi sono relazioni, proposte di discussione e bollettini ciclostilati provenienti da diversi gruppi e collettivi politici, nonché periodici come Acpolnotizie, Alternativa e Lotta di base. Questa collezione offre una preziosa finestra sulla complessità e l’effervescenza dei movimenti politici e sociali dell’epoca, contribuendo così alla comprensione della storia dei movimenti in Italia durante il periodo 1966-1978.