Un giorno di festa a Rignano Flaminio

Negli anni Cinquanta i motivi dominanti delle manifestazioni promosse dalla Cgil, alle quali partecipavano con le loro bandiere i militanti dei partiti di sinistra, furono la protesta contro lo sfruttamento, la difesa delle libertà democratiche e la lotta per la pace. La Festa del lavoro veniva celebrata un po’ dappertutto secondo modalità collaudate.

A Roma i comizi si tenevano ancora a Piazza del Popolo più che a Piazza San Giovanni La Cgil predisponeva per tempo un corposo dossier con “gli orientamenti di propaganda per illustrare convenientemente tutte le questioni di maggiore importanza e attualità” al centro dell’iniziativa confederale. Questo materiale, che le Camere del lavoro provvedevano a integrare con riferimenti alle situazioni locali, veniva utilizzato come traccia per i comizi e per la compilazione di giornali murali, di manifesti e volantini. Assai poco era lasciato all’improvvisazione e alla fantasia degli oratori, molti dei quali dovevano sottoporsi a un vero tour de force. I comizi si svolgevano infatti fin nei più piccoli centri, distanti tra loro pochi chilometri, ed erano spesso assegnati allo stesso sindacalista inviato dalla Camera del lavoro del capoluogo. Non appena terminato il suo comizio l’oratore saliva sulla motocicletta, sul sidecar o sulla Topolino per andare a tenere un altro comizio nel paese vicino. Il giorno seguente doveva stendere un rapporto sull’andamento della giornata, come fece diligentemente il sindacalista Ubaldo Marchionne, inviato nel 1951 dalla Camera del lavoro di Roma a celebrare il 1° maggio a Rignano Flaminio:

Partito da Roma col primo treno, sono giunto al paese verso le ore 8 e un quarto. Non appena alla visione del grande viale, che si spinge fino alla piazza del paese lungo un mezzo chilometro, si è presentato tutta una infioratura di archi, di bandierine da una parte all’altra della strada. I compagni lavoratori, specialmente i giovani, hanno lavorato tutta la notte per addobbare il paese. Un programma meraviglioso si è svolto per i festeggiamenti. Alle ore 9 il concerto locale ricorrendo le strade del comune ha rallegrato la cittadinanza al suono dei nostri inni. Alle ore 10 corsa ciclista con vistosi premi. A mezzogiorno sparo di mortaretti e castagnole, Alle 15,30 merenda alla collina della Stazione con a capo la banda e moltissime famiglie con i loro fagotti. Alle ore 18 comizio in piazza , dopo il comizio, e cioè alle ore 19,15, danza di fronte al Municipio, protrattasi fino a tarda sera. Alle ore 20,15 ho dovuto abbandonare il paese per fare ritorno a Roma. Ultimo treno valido per partire. Il comizio è stato riuscitissimo. La lega dei contadini era in piena efficienza. Questo 1 maggio ha riaffratellato tra i lavoratori molti malintesi.